sabato 19 febbraio 2011

Orti e giardini condivisi


Ecco la mappa on line degli orti e giardini condivisi di Roma consultabile liberamente QUI

Sono circa 50 gli spazi verdi condivisi riportati nella mappa, fra giardini, orti e ‘giardini spot’ ad opera di cittadini e associazioni che in prima persona ne curano la realizzazione e/o gestione contro il degrado delle aree verdi urbane a Roma. Questi sommati ai 65 siti di orti spontanei individuali censiti dal Comune di Roma portano ad oltre 100 le aree di questo tipo nella città. 

Nella mappa sono segnalate anche alcune significative esperienze riguardanti le fattorie urbane, le case della partecipazione ed altre forme di gestione di aree verdi come i punti verdi qualità e le aree gestite da associazioni consolidate.
Maggiori infomazioni e dettagli potrete trovarli al seguente Blog: http://www.urbanarchitectureproject.org/

VILLAGGIO APPIO PARTECIPA

VIVERE A VILLAGGIO APPIO
Presentazione del progetto.

Il progetto nasce all’interno del Tavolo per le Politiche Giovanili del Municipio X per operare in favore della valorizzazione e della messa in rete delle realtà locali, dell’associazionismo e delle aggregazioni dei cittadini sia a livello formale (comitati ecc.) che informale, per costruire e far crescere la pratica della cittadinanza attiva, insieme ad attività e servizi per l’infanzia ed i giovani. Il quartiere di Villaggio Appio (Capannelle-Anagnina) è una zona frutto di una recente urbanizzazione, priva di infrastrutture e servizi, luoghi di aggregazione. Su quest’ultimo aspetto esiste nel quartiere una realtà significativa rappresentata dal Residence per l’emergenza abitativa (“Casa dello sfrattato”) di Via Campo Farnia 100, gestito dalla cooperativa Stand Up, dove vi sono locali pubblici idonei ad ospitare alcune attività.

Allo scopo di avviare le azioni del progetto, è stata costituita una equipe integrata formata da operatori sociali appartenenti alle cooperative ed alle associazioni che partecipano al Tavolo municipale, con il compito di attivare le risorse locali e facilitare i rapporti di rete tra le realtà del territorio (quartiere ma anche municipio) e tra queste ed i servizi istituzionali.
L’equipe, in una prima fase, ha svolto una serie di incontri di presentazione  con le risorse locali (parrocchie, comitati di quartiere, commercianti, singoli cittadini, ecc.)  ed  alcune brevi interviste riguardanti il quartiere, i suoi aspetti positivi, le sue criticità, con l’obiettivo di avere una prima conoscenza del territorio e delle sue caratteristiche salienti.

Le interviste sono state utilizzate per costruire un quadro di insieme della percezione dei cittadini rispetto i punti di forza e i punti critici del quartiere ed arrivare successivamente a restituire i risultati a tutta la cittadinanza (incontro svolto l’8 febbraio 2011).
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venerdì 18 febbraio 2011

La protesta di operatori e famiglie contro i tagli ai servizi sociali


Roma Social Pride in Campidoglio
«Noi siamo il patrimonio della città»

Un momento della protesta (Eidon)
Un momento della protesta (Eidon)
ROMA - Vogliono essere convocati dal sindaco e dall'assessore Belviso e si ritroveranno di nuovo in un sit permanente il 2 marzo in occasione del consiglio straordinario per il piano rom. È quanto chiedono i promotori del «Roma Social Pride» che giovedì a Roma hanno riempito la scalinata del Campidoglio per protestare contro lo stato delle politiche sociali nella Capitale che «stanno distruggendo la possibilità di continuare a fornire questi servizi: i tagli all’assistenza domiciliare, alla promozione culturale, agli asili nido, alle attività di integrazione per minori, anziani e migranti, insieme al ritardo cronico nei pagamenti, all’esclusione delle organizzazioni sociali nella programmazione del piano di servizi, all’affidamento di mega appalti con la progressiva esclusione delle realtà del terzo settore che hanno operato finora stanno riducendo le politiche sociali a puro assistenzialismo caritatevole o, peggio, a una specie di supermercato del sociale in cui si vendono prestazioni a basso costo a scapito della loro qualità».

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giovedì 17 febbraio 2011

Per un punto, non siamo più tanto sicuri

Per un punto, otto municipi romani sono stati esclusi dalla graduatoria della Regione Lazio sulla sicurezza urbana.

La Regione Lazio in base alla legge regionale 15\2001, sin dal 2008 finanziava progetti sulla sicurezza urbana nei Comuni del Lazio e nei Municipi di Roma. La legge si occupava di finanziare tra l’altro
a) opere per la riqualificazione di aree urbane degradate
b) iniziative di carattere educativo-sociale dirette alla prevenzione
In tutti questi anni molte Istituzioni locali hanno potuto aprire servizi di vario genere: dall’apertura di sportelli di ascolto, alla presenza di mediatori sociali nei territori, alle attività di educazione alla legalità nelle scuole.
L'interpretazione data da molti Comuni del Lazio e Municipi della città di Roma della Legge 15 era quella di intendere la sicurezza come un sistema integrato che prevedeva la partecipazione dei cittadini e dell’associazionismo locale alla definizione delle problematiche, alla cura dello spazio urbano, alla tutela dei diritti delle minoranze e delle categorie maggiormente colpite dall’impoverimento economico e dall’imbarbarimento delle relazioni sociali(donne, anziani, minori, stranieri), dalla violenza e dal degrado urbano e sociale.
Fino al 2009 sono stati stanziati dalla Regione circa 8 milioni di euro annui per il finanziamento di circa 129 progetti tra interventi sociali e riqualificazioni urbane, mentre nell'ultima edizione del bando regionale il finanziamento è sceso a 1.745.000 euro con l'ammissione di soli 44 progetti in tutta la Regione Lazio.
Solo a Roma, sono stati esclusi (per 1 punto) i Municipi III, X, XI, VII, XV, IX, XIII, XVI, XV, che negli ultimi due anni stavano sperimentando approcci ai temi della sicurezza differenti dalla militarizzazione del territorio e dalla spettacolarità degli sgomberi ad uso e consumo dei media. Approcci che vedevano al primo posto il lavoro sociale, il dialogo con i cittadini e la mediazione dei conflitti, l’inclusione, il contrasto alle condotte violente, al vandalismo urbano, al bullismo. Un approccio alla sicurezza che non è evidentemente piaciuto alla Regione Lazio che ha lasciato otto municipi di Roma ancora di più secco di risorse economiche.
L'ennesimo colpo ai municipi romani già provati da altri e più consistenti tagli che vedono accomunate la giunta Polverini e quella di Alemanno. Un colpo che si abbatte anche sulle decine di progetti che il terzo settore portava avanti con la Legge regionale 15, cercando di coniugare il tema della sicurezza con quello della partecipazione e dell’inclusione. Un terzo settore sempre più insofferente per i continui tagli e per l’umiliazione del lavoro sociale e che ha inteso manifestare Giovedi 17 sotto al Campidoglio per il PRIDE del sociale.

RETE per la PARTECIPAZIONE
www.reteperlapartecipazione.blogspot.com

sabato 12 febbraio 2011

LETTERA APERTA AL SIDACO DI ROMA CAPITALE E ALLA GIUNTA

Egregio Sindaco,
vorremmo sottoporle alcune questioni in merito alla Delibera n. 281 del 15/9/2010, meglio nota come del "pro soluto", adottata dalla sua Giunta parallelamente alla ridiscussione del Piano Regolarore Sociale e delle politiche in esso contenute per la nostra città.

Siamo consapevoli, Sig. Sindaco, della necessità di salvaguardare l'equilibrio dei conti pubblici, tuttavia, come sottolineano anche i sindacati e le associazioni imprenditoriali, il dover scegliere tra la messa in sicurezza dei conti delle PP.AA. e il fallimento delle imprese non è certo una soluzione. È necessario, piuttosto, misurarsi con la ricerca di approcci che evitino entrambi gli esiti negativi.


Veniamo alle questioni.

L'Europa ha emanato una nuova Direttiva (20 ottobre 2010), che regolamenta il tema del ritardo dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione e riconosce 8 punti di interesse alle imprese che vengano pagate oltre i termini. Prescindendo da tale Direttiva, si rammenta che recentemente il Governo ha stabilito (AVCP Determinazione del n. 4 del 7 luglio 2010), in armonia con il vigente D. Lgs 231/2002 (Attuazione della Direttiva 2000/35/CE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali), che i pagamenti debbano essere effettuati entro e non oltre 30 giorni dalla data di emissione della fattura e che, da questo limite, decorrano gli interessi stabiliti dalla BCE (peraltro, sensibilmente più alti di quelli italiani).

Ci chiediamo per quali ragioni, Sig. Sindaco, nonostante la normativa nazionale vigente e la nuova direttiva europea, la Giunta

intenda pianificare, mediante la delibera 281/2010, l'insolvenza dell'Amministrazione comunale fino a 210 giorni, rendendola in qualche modo prassi (il Comune di Roma pagherà stabilmente a 210 giorni? E perchè?)
istituisca, a maggior danno delle imprese sociali e della città, un meccanismo per il quale, non prevedendo risorse aggiuntive per gli interessi dovuti alle banche, una quota di fondi pubblici destinati ai servizi sociali, risulterà distratta a favore di istituti di credito privati.

Con la delibera si "privatizzano", infatti, i costi relativi agli interessi passivi (di un debito che in realtà è del Comune), scaricandoli sugli organismi del Terzo Settore, impegnati nella realizzazione di servizi sociali essenziali.
A questo proposito, vorremmo sottolineare, Sig. Sindaco, che questa operazione si compie, in un settore cruciale per il benessere dei cittadini, nei confronti di enti non profit, che già faticano ad applicare i contratti di lavoro ai propri operatori (gli stanziamenti pubblici sono fermi al 2005, cfr. Del. G.C. 479/06). In questo quadro, non è banale rammentare, come motivi aggiuntivi di preoccupazione del non profit, la necessità di corrispondere una quota Irap tra le più gravose d'Italia e l'imminente ricaduta del federalismo fiscale sulla Regione Lazio.
Come ulteriore atto di penalizzazione subita, occorre citare, infine, l'erosione continua dei costi di gestione, già riconosciuti in quota minima dalla delib. 479/06 e oggi compensati in misura assolutamente insufficiente. Tra le cause prime del fenomeno, è possibile menzionare il non adeguamento ISTAT e la richiesta di prestazioni aggiuntive da parte dell'Amministrazione, traducibile in termini di occulto ribasso.
Le Cooperative sociali, ridotti progressivamente i costi di gestione, hanno già dovuto accedere al credito, per onorare i propri impegni e assicurare l'erogazione dei servizi ai cittadini, prosciugando risorse ed energie da dedicare all'innovazione ed allo sviluppo.

Qualora la maggioranza degli organismi del Terzo Settore usufruissero della delibera 281, privandosi del 3% degli importi dovuti dal Comune di Roma per i servizi realizzati, su base cittadina e per il periodo considerato, un importo di oltre 2.000.000,00 euro risulterebbe trasferito dai servizi sociali alle banche! Questa operazione produrrebbe una riduzione dei fondi a disposizione per il pagamento degli stipendi e degli oneri contributivi degli operatori sociali, dei canoni di locazione per sedi adibite ai servizi, delle spese relative ai mezzi di trasporto e ai carburanti, etc.
Sig. Sindaco, questa è la composizione dei bilanci delle cooperative sociali!
D'altronde la stessa delib. 281, avvedutamente, recita proprio in riferimento al privato sociale: "...nella definizione quantitativa del costo di questi servizi, una percentuale superiore all'85% è destinata alla copertura di costi ed oneri del personale dipendente, secondo i C.C.N.L. delle rispettive categorie di appartenenza...".

Dopo 30 anni di lavoro sociale, di impegno nel mantenere alto il livello della qualità dei servizi, anche in momenti di incertezza nei rinnovi contrattuali, di paziente e propositiva collaborazione, anche in presenza di stanziamenti insufficienti e ritardi nei tempi di trasferimento delle risorse, non nascondiamo la nostra sorpresa e la nostra indignazione rispetto a una delibera che consideriamo una sottrazione e un indebito regalo agli istituti di credito.

Vale la pena di segnalare, Sig. Sindaco, che vi è un ovvio problema di non parità contrattuale tra Pubblica Amministrazione e cooperative sociali. Sovente, infatti, queste ultime sono indotte a rinunciare a rivendicare gli interessi sui ritardati pagamenti, per non entrare in rotta di collisione con il committente ed evitare conseguenze.
Constatiamo come somigli, in fondo, questa, ad altre "coercizioni" di cui è fatto oggi oggetto il mondo del lavoro. Insomma, siamo portati a credere che abbia ragione un operatore sociale che ha scritto a proposito della delibera 281: "Ora, per andare a lavorare, devo anche pagare!".

Noi speriamo che, nel recepimento della Direttiva europea, venga finalmente confermato, senza attenuazione alcuna, il fatto che gli interessi maturati a favore delle imprese vengano conteggiati in modo automatico e che le clausole inique siano considerate nulle.

Noi chiediamo, Sig. Sindaco, che il Comune paghi per tempo e con regolarità i servizi sociali che, dietro mandato pubblico, il Terzo Settore realizza per i cittadini. Auspichiamo, anzi, che l'Amministrazione scelga di impiegare maggiori risorse, poiché gli stessi servizi consentono, come molti dati dimostrano, di abbattere in modo significativo i costi sanitari, oltre a rappresentare il miglior investimento che Roma Capitale possa fare per rafforzare il proprio tessuto sociale e la coesione dei cittadini.

Non è peregrino pensare che, stante il D. Lgs 231/2002, si possa dare l'avvio ad un procedimento che comprenda il pagamento di tutti i costi, le spese e gli interessi (ai tassi BCE) in relazione ai ritardati pagamenti, anche per agli anni pregressi. Lo stesso procedimento potrebbe riguardare, inoltre, la mancata applicazione della delibera 135/00 e ogni altro obbligo disatteso.
A fronte di questa prospettiva, al fine di evitare un inasprimento delle relazioni, che vedrebbe penalizzate in primo luogo le persone in assistenza, converrebbe certamente ripristinare il "flusso storico" dei finanziamenti da parte dell'Amministrazione al Terzo settore. Siamo certi che, anche considerando le oggettive difficoltà in cui versa il Comune, si potrebbe addivenire ad un accordo sui tempi di pagamento che non preveda un ricorso forzoso alla 281.

Crediamo, Sig. Sindaco, sia giunto il momento di dire chiaramente che una città come Roma ha bisogno delle migliaia di operatori sociali impegnati nei territori, nello stesso modo in cui ha necessità di dotazioni organiche certe di pompieri o di vigili urbani. Gli operatori sociali non potranno e non dovranno più corrispondere ad un corpo disarticolato di lavoratori precari ed invisibili, anche in virtù dell'impegno e della professionalità messe a disposizione della comunità. Il loro impegno e la responsabilità pubblica che si sono assunti ha garantito per decenni la tenuta dei servizi sociali della nostra città.

È necessario sapere che, se non si faranno scelte politiche precise in tal senso, si metteranno a repentaglio servizi essenziali per decine di migliaia di cittadini e per le loro famiglie.

Vorremmo sapere da Lei, Sig. Sindaco, se tutto questo ha una ratio, una strategia politica. Vorremmo capire, per esempio, come Lei ritenga possibile che il Terzo settore ceda i propri crediti alle banche, in un momento di cambiamento ed incertezza dei servizi (si opera in regime di proroga solo fino al mese di giugno 2011), segnato dall'attesa di una prossima "riforma" di cui, peraltro, ben poco è dato sapere!

È per le cose dette, Sig. Sindaco, che speriamo che la sua nuova Giunta voglia rivedere tali iniqui provvedimenti e procedere ai pagamenti dovuti.
Se ciò non dovesse accadere, poiché la situazione non è più sostenibile per le cooperative sociali e per gli altri organismi del Terzo Settore impegnati nei servizi sociali del territorio, si procederà a tutte le iniziative amministrative e di mobilitazione necessarie.

Distinti saluti

Roma 21 gennaio 2011


FIRME

ASSOCIAZIONE CITTA' VISIBILE ONLUS
(Rete di 15 cooperative sociali di Roma)

C.N.C.A. LAZIO

RIOS - RETE DI IMPRESE E OPERATORI SOCIALI

COORDINAMENTO PER L'INFANZIA E L'ADOLESCENZA
(Enti gestori Progetti 285)

ARCI ROMA E LAZIO

giovedì 10 febbraio 2011

Vivere Pietralata: un percorso di partecipazione della Provincia di Roma

Vivere Pietralata

“Il colore della periferia non è il nero della cronaca. I colori della periferia sono quelli veri della partecipazione dei suoi abitanti”


Associazioni, scuole e cittadini attivi insieme per costruire, collaborare, prendersi la responsabilità del miglioramento della qualità della vita di Pietralata.

La “periferia”, è spesso descritta come degrado e disagio sociale, un luogo “ai margini”. Invece le periferie sono luoghi pieni di valore, in cui esistono storie da raccontare, cultura e memoria, voglia di fare, risorse da far emergere e valorizzare

La maggiore risorsa di un quartiere sono i suoi abitanti quando decidono di agire e di partecipare.

Per Approfondire vedi QUI e QUI

mercoledì 9 febbraio 2011

Per un pride del sociale

Insieme con i cittadini per un percorso di dignità, di diritti e giustizia
Roma accogliente, solidale, vivibile
17 febbraio 2011 ore 15
scalinata del Campidoglio
Siamo donne e uomini dei servizi pubblici, della cooperazione sociale, dell’associazionismo e del volontariato. Il nostro lavoro è ascolto, accoglienza, fiducia, rispetto, azione sociale e promozione del benessere. Nella nostra attività incontriamo e coinvolgiamo i cittadini, in particolare gli emarginati, i poveri, gli anziani, i malati, bambini e ragazzi, i diversamente abili e chi in qualche modo “fa fatica”.
Chiamiamo tutti i cittadini a difendere questo sistema di servizi, attività e interventi sociali distribuiti su tutto il territorio metropolitano. E’ un patrimonio indispensabile per la città che garantisce quotidianamente interventi di cura, sostegno e diritti.
Le politiche della Giunta Alemanno stanno distruggendo tutto questo:
• Meno risorse per l’assistenza domiciliare e rischio di chiusura dei servizi per i minori (ludoteche e centri ricreativi estivi)
• Diminuzione di posti negli asili nido, riduzione delle risorse per la prevenzione del disagio (sportelli di ascolto, unità di strada)
• Riduzione dei servizi rivolti ai cittadini immigrati, dei servizi per la promozione culturale e sociale, dei servizi rivolti agli anziani
• Ritardo cronico dei pagamenti dei servizi e prestazioni sociali
• Esclusione dei Municipi e del Terzo Settore (associazioni, cooperative, volontariato) dalla pianificazione programmazione e progettazione dei servizi sociali
• Affidamento di mega appalti alle grandi organizzazioni (Croce Rossa Italiana) e progressiva riduzione della presenza delle associazioni, cooperative e volontariato
Non vogliamo che tutto si trasformi in pura carità o assistenzialismo.
Non vogliamo che gli interventi sociali siano ridotti alla monetizzazione delle prestazioni individuali.
CHIEDIAMO:
o Più risorse sul bilancio comunale per le politiche sociali, culturali e di promozione del benessere, per sviluppare e qualificare il sistema dei servizi decentrato nei territori;
o Riconoscimento del ruolo del Terzo Settore (associazioni, cooperative, volontariato) e il suo coinvolgimento attivo nella programmazione e progettazione dei servizi;
o Riconoscimento della centralità dei territori e delle politiche municipali attraverso un tavolo permanente di coordinamento sulle politiche sociali tra Comune e Municipi;
o Riconoscimento della dignità e professionalità del lavoro sociale attraverso l’adeguamento delle tariffe per l’erogazione di servizi di maggiore qualità.
Vogliamo una politica che metta come priorità la lotta alla solitudine e all'emarginazione, la prevenzione del disagio, la promozione del benessere e affermi i diritti sociali per tutti.
Vogliamo una politica che promuova la partecipazione di tutti e non si riduca a mera burocrazia e meschini e miopi interessi di parte.

Promuovono: CNCA Lazio, ass. Città Visibile, ARCI, CodEA, Roma Social Club, Forum del Terzo Settore del Lazio, Lab 3 settore, R@cult, Cemea del Mezzogiorno, Uisp Roma, Comunità Capodarco, Focus casa dei Diritti Sociali, Arciragazzi, Arcisolidarietà, Parsec, Coop il Cammino, Coop Assistenza e Territorio, Coop Eureka1, Coop Cecilia, Ass. Grid, Centro Rampi, Coop Ermes, Ass Il Laboratorio, Ass Il Cenacolo, Obiettivo Uomo, Coop ABC Sos, Coop Stand Up, Action Diritti, Ass Antropos, Coop L’Apis + tutta la lista di associazioni, cooperativi e volontariato che ha partecipato ai lavori

Guerrilla gardening a Pietralata


Un sabato pomeriggio a 

Pietralata (Rm) per riqualificare e 
prendersi cura di uno spazio urbano comune e di tutti.
Si comincia dall'aiuola della fermata dell'autobus in Via del Peperino e si continua in mille altri luoghi di Pietralata, laddove ci siano gruppi di cittadini pronti ad attivarsi e spazi lasciati al degrado.

Approfondimenti QUI

martedì 8 febbraio 2011

Vivere a Villaggio Appio: il lavoro di comunità in Municipio X

“Villaggio Appio è come un groviera, dentro ai buchi ci sono pezzi di popolazione”
                                                                                                       “Il mio quartiere è come la bella addormentata”
“E’ una campana di vetro”
Vivere a Villaggio Appio
Testimonianze, sogni, bisogni dal quartiere
…raccolte camminando e domandando
tra giovani, adulti, anziani, mamme, etc…
All’interno del Tavolo per le politiche giovanili del Municipio X, una serie di cooperative e di associazioni si sono unite per raccogliere, attraverso brevi interviste, le testimonianze, le varie percezioni, i punti di vista, dei cittadini di Villaggio Appio sul proprio quartiere e sulla situazione dei giovani, per trovare, insieme, le risposte necessarie al miglioramento delle relazioni sociali, della qualità della vita.  I risultati delle interviste verranno restituiti ai cittadini
Martedì 8 febbraio
Ore 18
incontro pubblico a via di Campo Farnia 100
In base ai risultati emersi dalle interviste, verranno esplorate le eventuali sinergie e collaborazioni in particolar modo quelle relative alle tematiche dei giovani.

Gruppo promotore “Vivere a Villaggio Appio”  

Per saperne di più clicca QUI

venerdì 28 gennaio 2011

Sbilanciamenti

Iniziativa di alcune organizzazioni del terzo settore capitolino, tra cui il CNCA Lazio
 LETTERA APERTA AL SINDACO DI ROMA CAPITALE
E ALLA GIUNTA                                                                      
E, p.c. AI CAPIGRUPPO CONSIGLIO  COMUNALE
 Egregio Sindaco,
vorremmo sottoporle alcune questioni in merito alla Delibera n. 281 del 15/9/2010, meglio nota come del "pro soluto", adottata dalla sua Giunta parallelamente alla ridiscussione del Piano Regolarore Sociale e delle politiche in esso contenute per la nostra città.
Siamo consapevoli, Sig. Sindaco, della necessità di salvaguardare l'equilibrio dei conti pubblici, tuttavia, come sottolineano anche i sindacati e le associazioni imprenditoriali, il dover scegliere tra la messa in sicurezza dei conti delle PP.AA. e il fallimento delle imprese non è certo una soluzione. È necessario, piuttosto, misurarsi con la ricerca di approcci che evitino entrambi gli esiti negativi.
Veniamo alle questioni.Continua QUI

mercoledì 26 gennaio 2011

La Sicurezza …
1.     È un bene comune essenziale allo sviluppo civile.
2.     Non può essere ridotta a problemi di criminalità.
3.     Dipende dalla qualità dell’ambiente sia dal punto di vista fisico che sociale.
4.     È educazione
5.     È accesso all’istruzione ed ai servizi pubblici.
6.     È inclusione sociale.
7.     È……di la tua!
Il protagonismoo e la partecipazione degli abitanti e delle associazioni del territorio per la costruzione di  un ambiente di vita sicuro.

Vivere al Trullo è un progetto finanziato dal Municipio XV con i fondi della Legge Regionale 15\2001 realizzato in collaborazione con le cooperative Eureka 1 Onlus, Magliana 80, Villa Maraini. L’ obiettivo del progetto è raccogliere la percezione della sicurezza e della qualità della vita dei cittadini, per costruire momenti di confronto con l’amministrazione locale, per avanzare proposte tese al miglioramento del proprio ambiente di vita.

Il progetto prevede:
Laboratori di educazione alla legalità nelle scuole
Raccolta dei punti di vista dei cittadini e delle associazioni del quartiere Trullo
Apertura di un tavolo di confronto tra cittadini, associazioni e Municipio XV

Per info e contatti
viverealtrullo@yahoo.itgonis

Sul Nuovo Piano Regolatore Sociale del Comune di Roma

Di Mario German De Luca

La prima volta che si è parlato di “Piano regolatore sociale” è stato per opera di Giacomo Panizza e Giovanni Devastato nel libro “Pensare a Rovescio” (Edizioni Comunità, 2000). Gli autori pensavano ad un’analogia con il Piano regolatore generale: si trattava della elaborazione dello“strumento” che consentisse di «attribuire a tutti diritti certi per situazioni umane e sociali che compromettono autonomie e libertà personali» e di «coinvolgere i territori nella costruzione del proprio destino, come forma di democrazia partecipata».
La programmazione sociale rischia, infatti, di concentrarsi sulle emergenze delle categorie del disagio, se si limita alla sola realizzazione di Piani di zona, centrati sull’attivazione di interventi e servizi sociali. L’analogia con il Piano regolatore generale metteva in guardia dal rischio di una programmazione tecnicistica nel settore sociale, limitata alla implementazione di attività e servizi articolati solo per categorie e prestazioni specifiche. Il Piano regolatore generale li chiama Piani attuativi. Esempi classici sono il Piano particolareggiato, il Piano per l’edilizia economica popolare, il Piano di lottizzazione, il Piano per insediamenti produttivi, il Piano di recupero. I Piani attuativi del Piano regolatore sociale avrebbero dovuto coinvolgere gli ambiti della sanità dell’istruzione, del lavoro, dell’abitare, della mobilità, della sicurezza sociale

Continua QUI

lunedì 24 gennaio 2011

Nuove attività a San Basilio! DA MERCOLEDì 26 GENNAIO


martedì 18 gennaio 2011

Vivere San Basilio


Costruiamo insieme il futuro del quartiere come “spazio comune”di tutti coloro che lo abitano

Si parla sempre di San Basilio per situazioni legate al degrado, alla criminalità e all’insicurezza. Sui giornali, il nostro quartiere viene spesso paragonato a Scampia a causa delle notizie riguardanti lo spaccio di stupefacenti.

Poco invece si dice sulle condizioni di abbandono in cui il nostro quartiere è tenuto dalle amministrazioni, sulla mancanza di lavoro e sulla mancanza di opportunità e di prospettive di sviluppo economico e commerciale, sul livello di povertà e di disoccupazione delle famiglie e dei giovani, sulla mancanza di luoghi di aggregazione sociale e culturale, sui trasporti inefficienti. Poco si parla sulla stampa della viabilità intasata, delle buche nella strade, della mancanza di servizi, dell’ alto tasso di abbandono scolastico, della mancanza di impianti sportivi pubblici ecc..

Eppure questi sono i problemi che i cittadini di San Basilio vivono quotidianamente e che si aggiungono ai problemi riguardanti la sicurezza e la criminalità.

Di fronte a questa situazione c’è da preoccuparsi se, anche da parte delle Amministrazioni, si parla di questo quartiere solo in termini di ordine pubblico. Infatti, al di là dei periodici interventi riguardanti la criminalità effettuati dalle forze dell’ordine, allo stato attuale non ci risulta nessun altro impegno serio da parte delle Istituzioni che governano la città di Roma. Anzi, occorre segnalare una serie di impegni mancati e di disinvestimenti:

• il mancato avvio degli esercizi commerciali a San Basilio Nuovo;
• lo stato di crescente abbandono delle strade e delle aree verdi;
• lo stato pietoso dagli edifici scolastici;
• la mancanza di spazi aggregativi e sportivi per i giovani e di uno spazio sociale e culturale per i cittadini;
• il taglio dei servizi e dei progetti sociali operato dal Comune di Roma;
• la mancanza di un piano per risollevare l’economia locale, agevolare l’impresa, creare posti di lavoro;
• la mancanza di un piano razionale per la viabilità, l’ambiguità sull’apertura della metropolitana, le condizioni della segnaletica stradale.

Accanto a questa descrizione del quartiere e dei suoi annosi problemi esiste un’altra realtà fatta di associazioni e di comuni cittadini, di volontari e di operatori sociali di cooperative, che da anni operano faticosamente per la riqualificazione e la promozione del territorio organizzando servizi ed attività, feste di quartiere, iniziative per la riqualificazione ambientale, laboratori ed attività sportive rivolte ai giovani ed ai minori, che si occupano della qualità della vita e dell’abitare.

Queste iniziative dimostrano che il quartiere non è solo disagio, ma attraverso il contributo di ognuno, può essere vissuto come uno SPAZIO COMUNE in cui ognuno può responsabilmente attivarsi e organizzare azioni ed attività che possono contribuire a migliorare la qualità della vita di tutti.

E’ proprio a partire da queste esperienze, di cui il quartiere è ricco, che sentiamo l’esigenza di un maggiore confronto e di una prospettiva comune per favorire la vivibilità del quartiere integrando tra loro tutte le forze e le persone disposte a dare il loro contributo per avere un quartiere vivibile, poter frequentare un giardino pubblico pulito, avere dei servizi sociali e sportivi sotto casa e dei luoghi in cui i bambini ed i ragazzi possano studiare e socializzare, usufruire dei diritti di cittadinanza.

Crediamo che da queste realtà locali e dai cittadini che sono interessati a fare qualcosa per impedire l’ulteriore degrado del quartiere si possa ripartire e riavviare una serie di iniziative e di mobilitazioni per il miglioramento delle condizioni di vita coinvolgendo a vari livelli le Amministrazioni competenti.

Proponiamo quindi alle realtà associative del quartiere di San Basilio una serie di punti:

• Creazione di un coordinamento tra le realtà locali (che potremmo chiamare San Basilio Spazio Comune) per mettere in rete le iniziative e le attività esistenti (servizi offerti, attività ecc.) allo scopo di creare una mappa delle opportunità e delle risorse di San Basilio, utile ad evidenziare quanto di positivo esiste nel quartiere attraverso il contributo volontario dei cittadini.

• Creazione di una piattaforma comune alle realtà del quartiere per evidenziare le maggiori problematiche, definire le priorità, organizzare forme di mobilitazione ed iniziative pubbliche per evidenziare e rendere visibile il quartiere, le sue problematiche e soprattutto le sue risorse, costituire un punto di riferimento per i cittadini.

• Convocazione di un consiglio municipale straordinario su San Basilio all’interno del quale sensibilizzare gli amministratori e le forze politiche e chiedere delle risposte agli annosi problemi del quartiere. Organizzazione di un incontro pubblico con le amministrazioni municipali, comunali e regionali sul futuro del quartiere.

• Creazione di un momento di confronto stabile tra le realtà locali ed il Municipio V, un osservatorio su San Basilio aperto a tutti i cittadini a agli amministratori locali allo scopo di evidenziare le criticità del territorio, le competenze amministrative, le possibilità di intervento del Municipio, le possibili sinergie tra associazioni e amministrazione locale per far valere le ragioni del territorio nei confronti delle amministrazioni comunali, provinciali, regionali, a fronte degli imponenti tagli sui servizi essenziali (manutenzione delle strade e delle aree verdi, taglio agli interventi sociali, politiche sul lavoro, trasporti e metropolitana, ecc.).

• Organizzazione di una giornata o di più giornate di mobilitazione. L’idea è quella di organizzare diversi momenti di protesta simbolica, contemporaneamente e in più zone del quartiere riguardanti le differenti problematiche che i cittadini vivono: ad esempio i bambini non entrano a scuola per protesta sul degrado degli ambienti scolastici, si disegnano gli attraversamenti pedonali dove servirebbero, si regalano frutta e verdura dove mancano i negozi, si aprono per un giorno gli spazi inutilizzati a scopo di aggregazione sociale e culturale, ecc.)

Invitiamo tutti i cittadini e le realtà sociali interessate, il mondo dell’associazionismo e del volontariato, i comitati di quartiere a confrontarsi su queste proposte in una riunione organizzativa che si terrà Lunedi 24 alle ore 19 presso i locali di via Carlo Tranfo 42

Per info e contatti vi preghiamo di scriverci al seguente indirizzo di posta elettronica:
retesanbasilio@yahoo.it

gruppo promotore per “San Basilio spazio comune”

Quando la conciliazione dei tempi di lavoro semplifica la vita

UNA CITTÀ n. 180 / 2011 Dicembre 2010 - Gennaio 2011

Intervista a Arianna Visentini
realizzata da Barbara Bertoncin

IL DISTRETTO FAMILY FRIENDLY
A Mantova sempre più aziende stanno adottando forme di conciliazione famiglia-lavoro, dal part-time, alla formazione al rientro dalla maternità, fino alla spesa in comune; la scoperta che in fondo basta poco e la convinzione che la conciliazione può essere anche un fattore di competitività. Intervista a Arianna Visentini.

Continua QUI

venerdì 14 gennaio 2011

Percorso formativo sul lavoro di comunità


Finalità
Riqualificare le competenze degli operatori sociali in ambito di lavoro
di empowerment comunitario, ovvero costruire una figura professionale
 adatta a lavorare per il sostegno delle comunità locali sia dal punto di 
vista dello sviluppo di relazioni sociali positive che dal punto di vista 
dello sviluppo delle competenze partecipative utili al welfare comunitario.
maggiori info QUI

Agenda 21 municipio V

Riprendono i lavori del Forum dell'Agenda 21 Municipale.
Sabato 29 gennaio 2011 dalle ore 10.00 alle ore 13,30, presso il Centro di Cultura Ecologica (zona Casal de Pazzi, via F.Conti s.n.c.) si terrà l’Assemblea Generale del Forum. Il progetto prosegue nelle attività programmate finalizzate alla stesura del Piano di Azione Locale.
In particolare questa fase sarà dedicata allo sviluppo della progettualità locale sui temi dell’Agenda 21, secondo gli assi di priorità individuati.
I contributi partecipativi verranno rielaborati in forma di Preliminare di Piano di Azione Locale e riportati alla discussione del Forum, per procedere infine alla redazione del Piano in forma definitiva.

Partecipano:
Antonio Medici (Vice Presidente del Municipio)
Silvia Macchi (Docente Università La Sapienza)

Per maggiori informazioni visita il sito www.prendiparte.org 

giovedì 13 gennaio 2011

SOPRAILCIELODISANBASILIO

Storie di ragazzi che si fanno adulti, storie di calciatori volanti, storie di immigrati
di e con Ferdinando Vaselli
musiche dal vivo Sebastiano Forte
illustrazioni dal vivo Lorenzo Terranera

Il progetto Soprailcielodisanbasilio, viaggio nelle scuole della periferia romana, è partito dalla raccolta di interviste e dalla realizzazione di laboratori nelle scuole e ha portato alla creazione di un romanzo (Sinnos editrice) , di uno spettacolo e di un documentario.

FERDINANDO VASELLI Ha scritto e interpretato gli spettacoli “Bocchisiero”(teatri dello sport Piccolo Teatro Studio di Milano, 50lire”(Vincitore Premio Enrico Maria Salerno per la drammaturgia europea 2006), e ha scritto e diretto "Annuska" (Finalista premio D. Cappelletti)

SEBASTIANO FORTE svolge attività di musicista dal 1994, componente del gruppo musicale Qbeta, in teatro ha collaborato con f. Vaselli, A. Berardi, D. Camerini e ha composto numerose colonne sonore per video e documentari.

LORENZO TERRANERA Pittore Illustratore e scenografo ha collaborato con Gambero Rosso, Baldini & Castoldi, Comune di Roma, Edizioni Lapis, Palombi editore, "la Repubblica", come scenografo ha lavorato per il teatro dei bambini. È l'ideatore delle animazioni grafiche della trasmissione televisiva Ballarò.


18 19 gennaio 2011 h 10,30
Teatro di Tor Bella Monaca
20-21 gennaio 2011 h 10,30
Teatro Quarticciolo

Soprailcielodisanbasilio
Lo spettacolo è nato dallo stimolo ricevuto da incontri nelle scuole romane ed esprime il desiderio di raccontare la storia di una generazione (la cosiddetta ?seconda generazione?). Su questo argomento l'autore, Ferdinando Vaselli ha ascoltato bambini e maestri e ha raccontato un anno di scuola nella periferia romana, dal primo giorno alla promozione, visto attraverso lo sguardo di un ragazzino figlio di migranti bosniaci.
Insieme a lui un gruppo di bambini attraversano la città come se fosse un luogo di echi di storie della tradizione popolare fatto di personaggi caricaturali, comici e tragici allo stesso tempo, eccessivi come sono i bambini. Soprailcielodisanbasilio è un luogo popolato di calciatori che volano sopra il cielo, che lanciano palloni, che bucano reti, papà che dicono una sola frase in italiano, bambini razzisti, solitari autodistruttivi geniali e diabolici.


FERDINANDO VASELLI Ha scritto e interpretato gli spettacoli “Bocchisiero”(teatri dello sport Piccolo Teatro Studio di Milano, 50lire”(Vincitore Premio Enrico Maria Salerno per la drammaturgia europea 2006), e ha scritto e diretto "Annuska" (Finalista premio D. Cappelletti)

SEBASTIANO FORTE svolge attività di musicista dal 1994, componente del gruppo musicale Qbeta, in teatro ha collaborato con f. Vaselli, A. Berardi, D. Camerini e ha composto numerose colonne sonore per video e documentari.

ORENZO TERRANERA Pittore Illustratore e scenografo ha collaborato con Gambero Rosso, Baldini & Castoldi, Comune di Roma, Edizioni Lapis, Palombi editore, "la Repubblica", come scenografo ha lavorato per il teatro dei bambini. È l'ideatore delle animazioni grafiche della trasmissione televisiva Ballarò.

domenica 9 gennaio 2011

CAT MED - Gruppi Partecipativi a Casal Bertone per una città sostenibile

Il Dipartimento Partecipazioni e Controllo Gruppo Roma Capitale -Sviluppo Economico Locale- è dal 1 aprile 2009 partner del progetto CAT MED - Changer les Mètropoles Mediterranèes avec les Temps, nell'ambito del Programma Europeo MED. Il Progetto coordinato dal comune di Malaga, vede tra i suoi Partner le città di Valencia, Barcellona, Siviglia, Marsiglia, Aix-en Provence, Torino, Genova, Roma, Atena, Salonicco. Obiettivo del CAT MED è quello di realizzare una Carta Comune Europea dei quartieri sostenibili, un documento condiviso a livello Europeo che supporti i Governi Locali nella definizione di aree urbane da organizzare secondo i principi e i valori della sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

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Partecipare a Ladispoli

Sbilanciamoci con il verde. 
Percorso di Bilancio Partecipato 2011 nel Comune di Ladispoli



sbilanciamoci-con-il-verde_2Per il terzo anno consecutivo riparte il percorso di Bilancio Partecipato nel Comune di Ladispoli che quest’anno verterà sulla progettazione partecipata delle aree verdi pubbliche nel territorio comunale.
L’avvio di percorsi di progettazione partecipata su alcune aree verdi pubbliche vuole essere l’occasione per un confronto tra cittadini e amministrazione sui molteplici significati attribuibili a tali aree; su ciò che sono oggi e su ciò che potrebbero diventare,  attraverso nuove possibili modalità di gestione, adozione e condivisione.

Per saperne di più CLIKKA QUI