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venerdì 24 settembre 2010

NON FERMATE IL PROGETTO CITTA' DELL'ALTRA ECONOMIA !



DOMENICA 26 SETTEMBRE
DALLE ORE 10.00 ALLE ORE 23.30

FESTA DELLA
CITTA’ DELL’ALTRA ECONOMIA
ORE 21.30 SPETTACOLO
CON ASCANIO CELESTINI

ll primo progetto pubblico-sociale in Europa basato sulla promozione e sulla pratica diretta delle numerose attività che sono alla base del sistema di Altraeconomia è oggi ad elevatissimo rischio di chiusura da parte della Amministrazione comunale che all'inizio lo aveva incoraggiato e finanziato

DOMENICA 26 SETTEMBRE è stata organizzata la FESTA DELLA CITTA' DELL'ALTRA ECONOMIA con la gradita e attesa partecipazione di ASCANIO CELESTINI che alle ore 21.00 si esibirà in uno spettacolo dedicato ai temi promossi dall'Altraeconomia a sostegno dell'appello.

Fino a quel momento, e a partire dalle ore 10.00:
·         Stand di artigiani, associazioni e cooperative e produttori biologici
·         presidio informativo del Consorzio
·         musica e teatro
·         degustazione prodotti biologici
·         ristorazione bio

Per i più piccoli alle ore 11.00 ATTIVITA’ LUDICHE E LABORATORI PER BAMBINI.
Inoltre in mattinata ASTA DI PRODOTTI CON MATERIALI RICICLATI e alle ore 17.00 PRESENTAZIONE DEL LIBRO "Felici a costo zero” di Antonio Mazza

INOLTRE
Mercoledì 29 settembre
Grande assemblea cittadina a partire dalle ore 17.30. A seguire grande serata di festa e convivialità dove si esibiranno artisti con musica dal vivo e  saranno assicurati assaggi della  bio-ristorazione. 

Roma 24 settembre 2010

Per informazioni stampa:
Cesare Budoni – 349 6040937
Responsabile comunicazione - Consorzio “Città dell'Altra Economia”

Per aderire all'appello

venerdì 17 settembre 2010

Non Fermate il Progetto Città dell'Altreconomia

Car* amic*,

ci rivolgiamo a tutti voi perché come persone, gruppi, organizzazioni piccole e grandi cittadine, nazionali e non solo, ci avete incontrato, conosciuto, sostenuto perché ci siamo impegnati nella sperimentazione di attività, progetti, reti e realtà di economia alternativa e solidale nella “CITTA' DELL'ALTRA ECONOMIA” di Roma, all’interno del Foro Boario di Testaccio.


Questo spazio non è stato un semplice “centro commerciale sostenibile”, un aggregato di uffici e luoghi di lavoro e di consumo responsabile. E’ stato, secondo un preciso progetto avviato dalle oltre 60 realtà che hanno animato il Tavolo dell’Altra Economia cittadino e condiviso con il Comune, uno “luogo” pubblico importante per Roma. Sale, piazzale, spazi di mostra e di vendita sono stati frequentati con regolarità da centinaia di migliaia di persone nel corso dello scorso anno, hanno ospitato oltre 500 eventi tra convegni, conferenze stampa, eventi, spettacoli, mostre, incontri, dibattiti, presentazioni, seminari, laboratori, corsi. Centinaia di bambini e ragazzi delle scuole romane ma non solo hanno imparato in queste occasioni come crescere, studiare, vivere in modo più consapevole e sostenibile.

La Città dell’Altra Economia, dunque, è un processo, non un semplice incubatore di progetti e di imprese di “green economy”, come invece pensa il Comune. Alle richieste di chiarimenti rivolte all’amministrazione, infatti, l’amministrazione attuale ha risposto che intende procedere con i nuovi bandi all’insediamento “aperti ad imprese della filiera agricola e biologica e alle nuove tecnologie per l’ambiente e l’energia”. Mentre per la gestione degli spazi comuni ad uso pubblico (sala conferenza , spazi espositivi sale riunioni e piazzale antistante) l’amministrazione non intende più assumersi la responsabilità della cogestione , ma vuole affidare a terzi la loro gestione , privatizzando di fatto questi spazi.

La realtà è che così facendo questo progetto verrebbe chiuso perché i nuovi bandi limiterebbero a sole due aree tra quelle elencate nella Legge regionale sull'Altra Economia la possibilità di fare attività; quindi nella città di Roma verrebbe meno quella vetrina che fino ad oggi ha avuto il compito di mostrare ai visitatori in un sol colpo d'occhio tutto l'articolato sistema di attività sulle quali poggia l'Altraeconomia.

I nuovi bandi ad oggi non sono ancora usciti. Questo ha creato e continua a creare un crescente livello di precarietà per le realtà che animano la CAE, nonché' per i loro lavoratori e lavoratrici. Non è chiaro fino ad oggi, poi, come il comune intenda gestire la transizione dalla vecchia alla nuova gestione, che potrebbe facilmente durare lunghi mesi, durante i quali, evidentemente, la CAE potrebbe rimanere chiusa o priva della maggior parte delle attività economiche che operano al suo interno.

E ‘evidente quindi che il progetto della Città dell’Altra Economia per la sua storia ad oggi non è riducibile a questa semplificazione. Chi ha varcato le sue porte ha avuto la possibilità di partecipare alle oltre 30 linee di attività - tra cui l’agricoltura biologica, il commercio equo e solidale, il riuso e riciclo, le energie alternative, il consumo critico, la finanza etica, il teatro, l’arte, la formazione, la comunicazione e il software libero, il turismo responsabile - che si sono ispirate ai principi e ai criteri di lavoro della Carta approvata nel 2004 dal Tavolo dell’Altra economia e che hanno caratterizzato la vita della Città da quando ha aperto i battenti il 29 settembre del 2007.

Vi chiediamo di sottoscrivere questo appello per chiedere insieme a noi che questo laboratorio vada avanti, e che il Sindaco Alemanno chiarisca pubblicamente le motivazioni che lo portano, nei fatti, a chiuderlo.

Per firmare l’appello vai al sito : http://www.cittadellaltraeconomia.org/index.php?option=com_jforms&view=form&id=1&Itemid=109

Informazioni stampa:

Cesare Budoni 349 6040937