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sabato 19 febbraio 2011

Il PRIDE quotidiano del sociale


Mentre Regione e Comune tagliano le spese sociali e le progettualità presenti nei municipi, c'è chi prova orgogliosamente a costruire un mondo in cui sarebbe bello vivere. Pietralata Piantala è stato sopratutto questo: la gioia dei bambini e i sorrisi di adulti e "superadulti". Il senso della partecipazione sta tutto qui: sostituire il nero della cronaca con i sorrisi ed i colori delle persone che partecipano. Perchè sopratutto ci fà sentire bene e fà bene alla salute dei nostri quartieri. Che contrasto con il grigiore di chi stà uccidendo il lavoro sociale con i tagli di bilancio. Si perchè queste esperienze di partecipazione sincera e genuina stanno via via sparendo in nome di interessi inconfessabili che vedono La Regione Lazio ed il Comune di Roma investire in grandi opere e cementificazioni e tagliare sulle spese sociali, sulla partecipazione e sulla sicurezza urbana. Esperienze come Pietralata Piantala, non portano voti xenofobi e livorosi, allarme sociale ed emergenze, non inducono a titoloni sparati in prima pagina, sono la serenità, la gioia e la bellezza del quotidiano. E non portano facili consensi, perchè per attraversare questi quartieri ed incontrare queste persone sincere occorre essere sinceri. Qui infatti certi politici, non possono entrare, infatti preferiscono restare nelle proprie stanze, guardare altrove, far finta di niente, tagliare le risorse economiche che permetterebbero a questi quartieri di migliorare, a questi bambini di crescere felici, a questi "superadulti" di vivere sereni e a proprio agio in mezzo alle case in cui sono sempre vissuti.

Pietralata Piantala è stato sopratutto questo, ma la cronache le foto le trovate QUI

giovedì 29 luglio 2010

Meglio prendersi cura degli spazi collettivi, anziché zappare il proprio orticello.

Portare avanti il proprio progetto di sostenibilità e partecipazione, anche se non è stato espressamente richiesto da nessuno. Zappare furtivamente, fare un lavoro faticoso senza che nessuno ti veda. Marrai a fura direbbero in sardo, ed è anche il nome di un sito webche fa proprio questo: si occupa in modo silenzioso, del tutto volotaristico, di sviluppo sostenibile e progettazione partecipata.
A zappare in modo furtivo sono otto giovani professonisti con i profili più disparati che hanno in comune la passione per la cittadinanza attiva e l’ecologia ed orahanno meso su una vera e propria redazione.

Sul sito si trovano curiosità e appuntamenti sull’ecologia e l’ambiente, l’alimentazione sana, le energie rinnovabili, la mobilità sostenibile, l’eco-sesso, l’educazione ambientale, la comunicazione ambientale. E ancora: buone pratiche di sostenibilità e partecipazione, facilitazione dei gruppi e azioni dal basso, ed ampio spazio agli appuntamenti e alla formazione (convegni, corsi, master, fiere, eventi, workshop, incontri).

Il nome è nato chiacchierando del guerrilla gardening, il movimento i cui attivisti praticano una sorta di giardinaggio politico, trasformando in aiuole fiorite e angoli verdi le aree degradate e abbandonate della città.
Marrai a Fura non pratica il guerrilla gardening, ma la filosofia alla base è la stessa: "Certi del fatto - si legge sul loro manifesto - che sia meglio prendersi cura degli spazi collettivi (reali o virtuali che siano), anziché zappare il proprio orticello.

lunedì 19 luglio 2010

guerrilla gardening

Anche i muri hanno le tasche…
e col
guerrilla gardening diventano dei giardini verticali

Poster Pockets PlantsStanchi dei cartelloni pubblicitari che coprono (e imbrattano) i muri cittadini e della poca attenzione dedicata gli angoli verdi?

Se la risposta è si, sarete certamente d’accordo con Eric Cheung e Sean Martindale, due ragazzi di Toronto, e con Poster Pockets Plants, il loro progetto attraverso il quale la natura si riappropria dello spazio comune.

Dall’estate 2009, Poster Pockets Plants punta alla creazione dimicrocosmi urbani proprio sui manifesti pubblicitari.

Il tutto è semplicissimo: si ritaglia una parte del manifesto e la si incolla come fosse una tasca. Poi si inserisce all’interno di questa un vasetto, rigorosamente di carta, in cui vengono sistemati terra e piante, che verranno periodicamente innaffiati.

Poster_Pockets_Plants_MaF_03_faccia1

Agendo con lo stesso spirito delGuerrilla Gardening, i due giovani mirano ad “attivare gli spazi pubblici” e la loro azione, nella sua semplicità, desidera incoraggiare gli altri a fare lo stesso, o almeno a spingerli alla riflessione sullamancanza di verde nel contesto urbano.Poster_Pockets_Plants_MaF_03_faccia1

Il progetto è concepito in Creative Commons: sul blog di Eric e Sean si possono scaricare le istruzioni in pdf per costruire il vasetto di forma triangolare per replicare le loro azioni nei muri della propria città.

In attesa che dal Canada l’idea si diffonda anche in Italia, ci piace pensare che i primi manifesti coperti e abbelliti siano stati i tanti abusivi delle campagne elettorali o i numerosi che sfruttano il corpo femminile per reclamizzare un oggetto, trattandolo come tale. Perché è bello che anche la natura si schieri contro le leggi dettate dalla pubblicità.


Poster_Pockets_Plants_MaF_08Info:

Poster Pocket Plants
sean.martindale@gmail.com
posterpocketplants.blogspot.com
AT.AW.
info@at-aw.com
at-aw.com

Fonte: posterpocketplants.blogspot.com